🌼Qui si parla del Friuli multietnico, dei luoghi,foto,video curiosità,articoli dai giornali della minoranza slovena e tanto altro.Nella mia regione si parla il friulano,lo sloveno e il tedesco.E’ una Regione a Statuto speciale tutelata dalla legge per le minoranze linguistiche che prevede cartellonistica plurilingue,leggi speciali,scuole con l’insegnamento delle lingue minoritarie,trasmissioni radio e Tv giornali🌼
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Da amante del ciclismo (guardato...e non pedalato) non posso che inchinarmi di fronte a questo ragazzo, al suo estro, la sua caparbietà e le sue innate doti fisiche e mentali.
Da italiano desidererei poter tifare un connazionale, ma da sportivo continuo ad esultare di fronte ad ogni sua impresa.
Questo per lui è stato un anno indimenticabile.
A.A."
IVAN TRINKO
padre della Benecia
divisore
sabato 14 dicembre 2024
venerdì 13 dicembre 2024
GRAZIE
La vita non si misura dagli anni. Si misura dai momenti e dalle persone con le quali passi il tuo tempo.
SANTE LUZIE
Sante Luzie benedete, la canaie usgnot ti spiete!
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in friulano |
giovedì 12 dicembre 2024
SANTA LUCIA/SVETA LUCIJA IN FVG
Chi era Santa Lucia
Santa Lucia è una santa cattolica nata a Siracusa, in Sicilia, nel 283 d.C.. La ragazza fu martirizzata all’età di 20 anni. Nonostante la sua breve esistenza, viene tutt’oggi celebrata in diverse parti del mondo. Intorno alla giovane donna aleggia un certo mistero. Sono pochi, infatti, i fatti noti sulla sua vita. In compenso, sono diverse le leggende che la riguardano.
La vita
Nata in una ricca famiglia siciliana durante la persecuzione cristiana, Lucia promise di dedicare la sua vita a Dio vivendo una modesta esistenza di preghiera e aiutando i poveri di Siracusa. Ciò, nonostante la madre avesse tentato di spingerla ad un matrimonio combinato con un uomo pagano. Quando Lucia lo rifiutò, questo, ferito nell’orgoglio, la denunciò alle autorità romane. Da qui la ragazza venne condannata all’ergastolo in un bordello e costretta a prostituirsi.
Ma Lucia, irremovibile nella sua fede, nel momento in cui i soldati tentarono di condurla nel luogo al quale era stata destinata, divenne dura come una pietra e le guardie non riuscirono a spostarla. A causa di tale episodio, i soldati fecero un altro tentativo, quello di bruciarla viva. Ma le fiamme divampate dalle cataste di legna alle quali gli stessi avevano appiccato il fuoco, non la toccarono. La ragazza sopravvisse a tale tortura. Tuttavia, non si salvò da una terribile morte, venne pugnalata al collo con una spada. La storia di Lucia fece strada e si diffuse rapidamente: la ragazza divenne, così, una delle prime sante cristiane a raggiungere la popolarità.
La leggenda
Come spesso accade con santi e martiri, la storia di Lucia crebbe e si arricchì nel tempo. Dopo la sua morte, le sue spoglie furono deposte nelle catacombe di Siracusa. Ma, per via del sempre più crescente numero di visitatori, le reliquie dovettero essere spostate. All’inizio del VI secolo fu costruita per lei una basilica. Quando, però, Siracusa fu invasa dai Saraceni nell’VIII secolo, i suoi resti furono nuovamente trasferiti. Dapprima giunsero in Abruzzo, poi a Costantinopoli.Nel 1204, durante la Quarta Crociata, il Doge Enrico Dandolo di Venezia decise di riportare in Italia le reliquie di Santa Lucia (ecco spiegato il legame della Santa con la città di Venezia). Furono collocate nella Chiesa di San Giorgio Maggiore, su una piccola isola che non fu sufficiente ad accogliere il gran numero di fedeli e visitatori che queste attiravano. Successivamente, venne deciso di trasferirle nel centro di Venezia. Ed è così che i suoi resti trovarono posto in una chiesa costruita appositamente per lei a Cannaregio, vicino il Canal Grande.
da https://www.studentville.it/santa-lucia-storia/
In Friuli Venezia Giulia la Santa è molto amata, anche se purtroppo il suo culto spesso cede il passo a Santa Klaus e altre manifestazioni importate dall’estero. Abbandonando il culto della Santa della Luce e le manifestazioni tipiche della nostra zona ad essa dedicate, rischiamo di perdere parte della nostra storia e della nostra cultura.
Il 13 dicembre in molte località italiane e straniere si celebra Santa Lucia e anche in questo 2024 in Friuli Venezia Giulia per questa ricorrenza sono tante le feste tradizionali. In alcune città é Santa Lucia, la Santa della Luce, che ogni anno, nella notte tra il 12 e il 13 dicembre porta i doni ai bambini che le hanno scritto una letterina.
da https://www.girofvg.com/feste-santa-lucia-friuli-venezia-giulia-2024
PRESENTAZIONE LIBRO
Nella Sala polifunzionale comunale alle 18.30 verrà presentata la nuova raccolta di dodici racconti delle Valli del Natisone di Giuliano Citti. Il libro, edito da Kappa Vu , è intitolato ' I sussurri delle Valli. Voci raccolte nel vento tra boschi, borghi e prati '. Con l'autore dialogherà Alessandra Bordon . L'evento ha il patrocinio di tutti i Comuni delle Valli del Natisone.
dal Novi Matajur
Oggi è il mio compleanno
📜 Origine e significato del nome Olga
mercoledì 11 dicembre 2024
A Maserolis una casa per accogliere i pellegrini
Nelle intenzioni di Filippo Sturmig, che alla sua morte l’ha lasciata alla fondazione Aminta Flebus e così alla comunità di Masarolis/Mažeruola, la sua casa avrebbe dovuto svolgere un ruolo importante in progetti di sviluppo. Quel tempo sembra arrivato, perché i cantieri finalizzati agli adattamenti necessari sono finalmente aperti.
A parlarne è Simone Clavora, che nel consiglio della fondazione Flebus siede in rappresentanza dell’amministrazione comunale di Torreano. Nella frazione montana della Val Chiarò, casa Sturmig contribuirà a costruire un’offerta ricettiva, rivolta in particolar modo ai pellegrini del Cammino celeste, che sia a portata di mano dal punto di vista strutturale ed economico. E nell’attuare questo proposito si cercherà di mantenere il più possibile fedele a sé stessa una parte di pregio di Masarolis – quella che più di tutti ha conservato le caratteristiche architettoniche locali, altrove andate perse nella ricostruzione successiva al terremoto del 1976.
«Abbiamo partecipato a un bando che il Gal Torre Natisone ha pubblicato nel 2023, finalizzato a interventi di edilizia e restauro su immobili per la creazione di posti letto, quindi a uso ricettivo», spiega Clavora, che a 25 anni nel municipio di Torreano siede tra i banchi della maggioranza guidata dal sindaco Francesco Pascolini. Ricordiamo che la fondazione Aminta Flebus, attiva nel torreanese, è gestita in compartecipazione tra il Comune e il locale Gruppo alpini. A questa nel 2010, alla morte di Filippo Sturmig, è andato in eredità lo stabile.
«Abbiamo partecipato al bando con l’intento di avere anche a Masarolis un luogo in cui ospitare i visitatori, in modo particolare i pellegrini del Cammino celeste». Al punto d’arrivo della quarta tappa sul percorso di fede tra Aquileia e il Monte Lussari/Svete Višarje, infatti, al momento si può pernottare solo nel centro sociale del paese, dove però i pellegrini si trovano spesso a dormire per terra, quando la carenza di spazi non li spinge a scendere a Torreano o Cividale.
Finanziando il cantiere presentato per Masarolis, il Gal Torre Natisone ha messo a disposizione il 60% delle risorse necessarie, circa 20.000 euro. Il resto sarà messo sul piatto dalla fondazione Flebus. «La realizzazione del progetto è a metà, perché i lavori nella casa di Filippo sono già in fase avanzata di realizzazione», spiega Clavora. «La parte più corposa dei lavori riguarda il primo piano dell’edificio, che viene rinnovato, col rifacimento dei servizi igienici e la creazione di due stanze distinte, ricavate dalla camera e dalla cucina dell’appartamento di Filippo. In queste due stanze saranno disponibili 4 o 6 posti letto. Entro la fine dell’anno abbiamo l’obbligo della rendicontazione, per cui in quel periodo avremo anche avviato la struttura di accoglienza all’apertura».
Quale unica condizione al lascito della propria casa alla fondazione Flebus, ricorda Clavora, Sturmig aveva richiesto di mantenere al piano terra una sorta di museo, un luogo che presentasse il suo lavoro di falegname.
«Questa sua volontà viene rispettata, perché la parte al piano terra rimane grosso modo invariata, lasciando spazio alla sua strumentazione e ad alcune sue opere rimaste lì in originale. Una parte viene dedicata alla vita semplice e umile di Filippo, tanto da falegname quanto da sacrestano». Quest’ultimo, infatti, è il secondo aspetto che ha caratterizzato la vita di Sturmig, che è morto nel 2010 a 90 anni.
La casa di Filippo è assolutamente centrale in paese e compone una bellissima corte storica che si affaccia sulla pianura. Con la graduale sistemazione dell’immobile, quindi, acquisirà maggiore pregio una parte di Masarolis ricca di memoria. «Si trattava dell’ultimo stabile da valorizzare in quella parte dell’abitato. Da questo punto di vista, l’intervento più importante è il rifacimento di tutto il ballatoio originale in legno, che viene ricostruito mantenendo stile e caratteristiche dei ballatoi diffusi nelle nostre valli. Quello visibile ancora poco tempo fa era inutilizzabile, in quanto era pericoloso il solo provare a salirci».
Ma le idee per la casa di Filippo non sono finite. Clavora confida di potere presto realizzare ulteriori progetti già pronti nel cassetto. «Con un ulteriore bando del Gal potremmo ampliare l’offerta anche al piano mansardato, allestendo una camerata per numeri più grandi, e soprattutto intervenendo anche sul tetto. Sebbene sia stato sistemato, infatti, ha diversi anni e avrebbe bisogno di un intervento più consistente». (Luciano Lister)
domenica 8 dicembre 2024
8 dicembre Immacolata
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Madonna di Lussari-Višarje |
da seicentocinquanta anni regni su questo monte,
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Madonna della chiesa di San Floriano Zavarh-Villanova delle grotte |
Con l'8 dicembre iniziano le feste natalizie, di solito si comincia a fare l'albero e il presepe in vista del Natale. La festa ha origini cattoliche, l'Immacolata concezione è una delle date più importati nel calendario liturgico della Chiesa cattolica e viene celebrata in tutto il mondo. Nel 1854 infatti Papa Pio IX ha proclamato il doma che sancisce come la Vergine Maria sia stata preservata dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento. E la Chiesa cattolica da quel momento celebra la solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria l'8 dicembre
continua su: https://www.fanpage.it/innovazione/tecnologia/buona-festa-dellimmacolata-2024-le-immagini-e-gif-piu-belle-per-gli-auguri-dell8-dicembre/
https://www.fanpage.it/
sabato 7 dicembre 2024
Il presepe di Grado in Piazza san Pietro
Città del Vaticano, 7 dicembre 2024 – Una grande emozione per il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia, Mazio Anzil, che ha avuto l’onore di incontrare Papa Francesco e omaggiarlo con il volume “Il monte inondato di luce: Lussari” di Helmut Tributsch. Durante l’udienza nell’Aula Paolo VI del Vaticano, Anzil ha voluto regalare al Pontefice una delle meraviglie della nostra regione, il Monte Lussari, simbolo di fede e bellezza, che attira ogni anno numerosi visitatori. ...
venerdì 6 dicembre 2024
SAN NICOLO' protettore dei bambini
Quando ero bambina aspettavo con ansia San Nicolò.Mi portava sempre indumenti,colori,penne,libri e mai giocattoli.Io brontolavo con mia mamma.
La leggenda più famosa è legata alla storia di tre giovanissime fanciulle molto povere che non potevano esser date in mogli perchè prive di dote; le fanciulle e il padre piangevano disperati e San Nicola impietosito dai pianti e commosso dalla loro sofferenza, decise di aiutarli donando tre sacchi di monete d'oro, uno per ogni fanciulla.
Una notte introdusse il primo sacchetto attraverso la finestra aperta e fece lo stesso con il secondo sacchetto la notte successiva. La terza notte, avendo trovato la finestra chiusa, calò il sacchetto attraverso il camino, regalando alla povera famiglia una gioia infinita.
Un'altra leggenda narra che, quand'era già vescovo, fece resuscitare tre bambini che un macellaio aveva ucciso e fatto a pezzi per venderne la carne.
da https://www.pianetamamma.it/il-bambino/giocare-e-crescere/san-nicola-protettore-dei-bambini.html
🧣 Proverbio🧤
“A San Nicolò / el frêt al dîs: soi cà cumò” ovvero A San Nicolò (il 6 dicembre) il freddo dice: eccomi qua.
A Taipana libri didattici per imparare meglio lo sloveno
Alla scuola di Taipana/Tipana l’insegnamento dello sloveno è attivo già da diversi anni, attraverso alcune ore settimanali di lezione nell’arco di tutto l’anno scolastico, sia alla scuola d’infanzia sia alla scuola primaria. L’iniziativa vede in collaborazione l’Istituto comprensivo di Tarcento, nel quale il plesso di Taipana è attivo, il Comune di Taipana e l’Associazione/Združenje don Eugenio Blanchini, che raccoglie diversi circoli della minoranza slovena in provincia di Udine sparsi tra la Valcanale e la Val Judrio.
Proprio per dare ulteriore impulso all’insegnamento dello sloveno, martedì, 19 novembre, una delegazione del Blanchini si è recata nella scuola primaria di Taipana, per fare dono di libri didattici utili a una programmazione ancora più efficiente e pianificata delle attività per imparare la lingua. Assieme a una ventina di bambini e alle maestre, a ricevere la delegazione sono intervenuti anche il sindaco di Taipana, Alan Cecutti, con la consigliera Gaia Sarais, e il dirigente dell’Istituto comprensivo di Tarcento, Stefano Bulfone.
Come spiegato dal presidente, Igor Jelen, e dalla segretaria dell’Associazione Blanchini, Romana Udovič, il libro scelto, dal titolo Poigrajmo se slovensko, presenta diversi accorgimenti e particolarità, che rendono l’apprendimento della lingua ancora più divertente.
Al momento il plesso di Taipana conta 21 alunni alla scuola primaria e 14 alunni a quella d’infanzia.
Per soddisfare le esigenze di materiale didattico per lo sloveno almeno per il prossimo triennio, quindi, sono state donate 40 copie del volume.
In quest’iniziativa è stato fondamentale l’Ente per l’istruzione della Repubblica di Slovenia, che col sostegno del rispettivo ministero dell’Istruzione ha donato i libri didattici.
Ricordiamo che nelle Valli del Torre l’insegnamento dello sloveno è attivo anche nel plesso scolastico di Vedronza/Njivica. Dalla fine dell’anno scolastico 2022-2023, poi, sta facendo graduale ingresso nei plessi scolastici di Faedis e Attimis, attivi nell’Istituto comprensivo di Faedis.
In vista del prossimo anno scolastico, infine, stanno venendo pianificate le modalità con cui introdurre alcune ore d’insegnamento dello sloveno anche nel vicino plesso scolastico di Torreano, attivo nell’ambito dell’Istituto comprensivo di Cividale – dove lo sloveno è già regolarmente insegnato nel plesso scolastico di Prepotto. (L. L.)
mercoledì 4 dicembre 2024
NUOVE SCOPERTE AD AQUILEIA
https://messaggeroveneto.gelocal.it/regione/2024/12/02/news/nuove_scoperte_grandi_terme_aquileia_abside_statue_colonne_colossali-
Gli archeologi dell’Università di Udine hanno anche anticipato all’inizio del IV secolo d.C. la costruzione del maestoso complesso
lunedì 2 dicembre 2024
proverbio friulano
Il proverbio friulano della settimana
domenica 1 dicembre 2024
DICEMBRE
DARIA MENICANTI
DICEMBRE
(da Ultimo quarto, 1990)
Daria Menicanti (Piacenza, 6 aprile 1914 – Mozzate, 4 gennaio 1995) è stata una poetessa e traduttrice italiana.
https://cantosirene.blogspot.com/2024/
sabato 30 novembre 2024
Mia madre-Moja mama
Jožica Miklavčič (Lubiana, 20 giugno 1921 – Udine, 30 novembre 1977) è stata una giornalista italiana, di origine slovena.
Di professione insegnante, ai tempi dell'occupazione italiana di Lubiana conobbe il militare italiano Vojmir (Guerrino) Tedoldi, con il quale si sposò nel 1943. Trasferitasi in Italia con il marito, dopo la Liberazione svolse importanti funzioni nelle organizzazioni slovene di allora delle Valli del Natisone, in particolare nella Demokratična Fronta Slovencev (Fronte Democratico degli Sloveni). Dal 1948 iniziò a collaborare con la stampa, dapprima con la Soča e successivamente con il quotidiano di Trieste Primorski dnevnik. In quegli anni si impegnò anche con la Dijaška Matica, organizzazione a favore dei bambini della Slavia Friulana che frequentavano le scuole con lingua d'insegnamento slovena a Trieste e a Gorizia. Nel 1950 fu tra i promotori del giornale Matajur[1], di cui divenne direttore responsabile suo marito e al quale fece da braccio destro, in quanto essendo autodidatta egli non parlava fluentemente la lingua slovena. Il primo numero del giornale uscì il 3 ottobre del 1950, stampato a Gorizia presso la tipografia Lukežič, dove Jožica si recava con il treno per la correzione delle bozze. Il Matajur a quel tempo non aveva corrispondenti, e così Vojmir e Jožica percorrevano la Slavia Friulana a cercare notizie e reportage[2]. Redasse il Matajur fino al 1973, quando la testata venne cambiata in Novi Matajur e cambiarono sia l'editore che il direttore. Continuò a collaborare con il Novi Matajur per molti anni[3], fino alla morte. Con la collaborazione di Tedoldi e Jožica Miklavčič venne costituito nel 1955, nel primo anniversario della morte del sacerdote Ivan Trinko, il Circolo Culturale Ivan Trinko a Udine, di cui Jožica fu responsabile fino al trasferimento del circolo a Cividale del Friuli.
da wikipedia
FEBBRAIO
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