Il proverbio friulano della settimana
🌼Qui si parla del Friuli multietnico, dei luoghi,foto,video curiosità,articoli dai giornali della minoranza slovena e tanto altro.Nella mia regione si parla il friulano,lo sloveno e il tedesco.E’ una Regione a Statuto speciale tutelata dalla legge per le minoranze linguistiche che prevede cartellonistica plurilingue,leggi speciali,scuole con l’insegnamento delle lingue minoritarie,trasmissioni radio e Tv giornali🌼
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Tenho devoção por ela desde adolescente.
Tenha dias abençoados!
Beijinhos "


Da amante del ciclismo (guardato...e non pedalato) non posso che inchinarmi di fronte a questo ragazzo, al suo estro, la sua caparbietà e le sue innate doti fisiche e mentali.
Da italiano desidererei poter tifare un connazionale, ma da sportivo continuo ad esultare di fronte ad ogni sua impresa.
Questo per lui è stato un anno indimenticabile.
A.A."
IVAN TRINKO
padre della Benecia
divisore
lunedì 23 dicembre 2024
Il proverbio friulano della settimana
Il proverbio friulano della settimana
domenica 22 dicembre 2024
SMARTPHONE un veleno da assumere a piccole dosi
Smartphone, social e... salute.
Tanti problemi da risolvere. «Da qualche parte bisognava pur cominciare. Davanti alla marea montante di evidenze scientifiche di un più che probabile impatto negativo dei social media sulla salute mentale dei giovani una risposta concreta era necessaria». E qualcuno ci ha provato.
E qui ci troviamo, già sommersi, in quel marasma infinito, paragonabile ad un’inguaribile pandemia planetaria che va sotto il nome di «social». Siamo gestiti, soggiogati, prigionie-ri di quel piccolo oggetto che ormai quasi ogni essere vivente capace di intendere e volere porta come un’appendice corporea nella propria mano: lo smartphone, il telefono cellulare e quanto di rischio vi è collegato.
Un aggeggio irrinunciabile, pervasivo e invasivo il quale, oltre che essere il grimaldello per entrare in miliardi di porte ed ambienti virtuali, è anche uno strumento che nasconde serie insidie di portata individuale e universale, essendo nella disponibilità di chiunque: del neonato come un giochino, dei giovani come rete e vischiosa ragnatela, dell’adulto anche come strumento di lavoro, del vecchio magari
come possibile supporto assistenziale e diversivo.
Per tutti un rischio di un possibile, spesso reale ed incalcolabile asservimento e manipolazione.
È ovvio che questo, come qualsiasi altro strumento, abbia bisogno di istruzioni all’uso corretto, di provvedimenti precauzionali proporzionati alla sua possibile e ormai verificata pericolosità.
«L’Australia – riferisce il Corriere della Sera – ha approvato nel novembre scorso una norma con cui dalla fine del 2025 vieterà ai minori di sedici anni l’uso dei social media. Pena multe milionarie alle piattaforme che non dovessero controllare l’età degli utenti e non provvedessero in merito».
Servirà questo rigore? Potrà questa norma almeno limitare i danni, già verificati da psicologi e psichiatri, contribuire veramente a risolvere problemi dovuti ai social gestiti in modo indiscriminato e sregolato?
Riccardo Ruttarhttps://dom-ita.newsmemory.com/
dal dom
https://dom-ita.newsmemory.com/
Primo piano del dom di Natale
Il Dom del 20 dicembre mette in primo piano la celebrazione del Natale. «A tutti va l’augurio di essere aperti al dono della Salvezza che ci viene rinnovato ogni Natale attraverso questo Bambino, che nasce per noi. Aperti, quindi, alla Salvezza di Gesù Cristo alla quale tutti quanti siamo chiamati personalmente e come comunità. E l’augurio di vivere questo dono nelle realtà locali in un rapporto di comunione fraterna». Questo l’augurio dell’arcivescovo di Udine, mons. Riccardo Lamba, alla gente di Benecia, Resia e Valcanale al termine di un’approfondita intervista.
sabato 21 dicembre 2024
Ore 10.21 solstizio d'inverno
Oggi 21 dicembre 2024 è il giorno più corto dell'anno.E' il giorno del solstizio d'inverno cioè Il solstizio (in latino solstitium, composto da sol-, "sole" e -sistere, "fermarsi") è, in astronomia, il momento in cui il Sole raggiunge, nel suo moto apparente lungo l’eclittica, il punto di declinazione, ovvero di altezza sull’orizzonte, massima o minima[1].
Il fenomeno è dovuto all'inclinazione[2][3] dell'asse di rotazione terrestre rispetto all'eclittica; il valore di declinazione raggiunta coincide con l'angolo di inclinazione terrestre e varia con un periodo di 41 000 anni tra 22°6′ e 24°30′. Attualmente l′angolo è di 23°26′10.5″ in diminuzione.
Nel corso di un anno il solstizio ricorre due volte: il Sole raggiunge il valore massimo di declinazione positiva nel mese di giugno (segnando l'inizio dell'estate boreale e dell'inverno australe) e negativa in dicembre (marcando altresì l'inizio dell'inverno boreale e dell'estate australe).
Il solstizio ritarda ogni anno di circa 6 ore rispetto all'anno precedente[4] (più precisamente (5h 48′ 46″) e si riallinea forzosamente ogni quattro anni in corrispondenza dei bisestili, introdotti proprio per evitare la progressiva divergenza delle stagioni con il calendario. A causa di tali variazioni può capitare che i solstizi cadano il 20 o il 21 giugno oppure il 21 o 22 dicembre.
Di Image by Przemyslaw "Blueshade" Idzkiewicz - Following third-party images were used to create this image:"Earth's City Lights" [1],and "The Blue Marble: Land Surface, Ocean Color and Sea Ice" [2].These images come from an archive of the American government agency NASA and, as such, they constitute "public domain" content.Illumination maps were created using "Home Planet" [3] by John Walker., CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=113521 wikipedia
venerdì 20 dicembre 2024
Canto di Natale di C. Dickens | AudioFiabe | Storie per bambini | Christ...
Pubblico una versione abbreviata del famoso Canto di Natale di C. Dickens, una delle più belle storie da ascoltare in questo giorno.
mercoledì 18 dicembre 2024
TAUTOGRAMMA LETTERA N
NATALE
NASCITA
NEVE
NOTTE
NONNI
NOCI
Un tautogramma (dal greco antico τοῦτο γράμμα, trasl. touto gramma, cioè «stessa lettera») è un componimento nel quale tutte le parole hanno la stessa lettera iniziale.
domenica 15 dicembre 2024
10 GIORNI A NATALE
Manca poco a Natale.Nelle case si allestisce il Presepio o l'Albero di Natale.
Io ho messo un presepio di bratee di mais (fatto da una parente del marito).L'Albero sono anni che non lo faccio,bambini non ne abbiamo.Per Natale non preparo nulla di speciale,a Capodanno a "nanna" presto davanti alla TV!
E voi cosa preparate di speciale?
L'albero di Natale davanti al duomo di UDINE
dal web (anni fa)
è un simbolo allestito in casa o in luoghi pubblici durante il periodo natalizio, solitamente una conifera sempreverde, come un abete naturale o artificiale, che viene decorata con luci natalizie, palline, festoni, fiocchi e spesso una stella (che si ispira alla stella di Betlemme) in cima. Originario della Germania e associato a san Bonifacio, è una delle più diffuse usanze della celebrazione del Natale in molti paesi. Un tempo l'albero era sempre di origine naturale, di solito un piccolo abete che veniva tagliato nel bosco e portato in casa come addobbo natalizio. In epoca industriale iniziarono il commercio degli abeti coltivati e degli abeti di materiale plastico, in vari formati e colori.
L'abete può essere portato in casa o tenuto all'aperto, viene preparato qualche giorno o qualche settimana prima di Natale e rimosso dopo l'Epifania. Nelle grandi città è d'uso abbellire una delle piazze principali con un grande abete.
Quando l'albero viene collocato in casa, è tradizione in Italia che nei pressi o ai suoi piedi venga collocato anche il presepe, come pure siano collocati anche i regali di Natale ben impacchettati, in attesa del giorno della festa in cui potranno essere aperti.
Nella tradizione milanese l'albero di natale viene preparato a sant'Ambrogio, patrono di Milano, il 7 dicembre; mentre nella tradizione barese è allestito a san Nicola, patrono di Bari, il 6 dicembre. Un'altra usanza ne prevede la preparazione l'8 dicembre, ovvero durante la Festa dell'Immacolata Concezione.
L'immagine dell'albero come simbolo dell'axis mundi che collega il Cielo supremo sede della Divinità (specificamente la stella polare) e la Terra, ha origini molto antiche e trova riscontri in diverse religioni.
da wikipedia
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presepio di casa mia |
Il presepe o presepio è una qualsiasi rappresentazione che raffigura la Natività di Gesù, esposta principalmente nel periodo natalizio. L'usanza di allestirlo, inizialmente italiana, si è diffusa in tutti i paesi cattolici del mondo. Il primo presepe fu realizzato da Jacopone da Todi nel 1223.
Le fonti per la raffigurazione del presepe sono i 180 versetti dei Vangeli di Matteo e di Luca, cosiddetti "dell'infanzia", che riportano la nascita di Gesù avvenuta al tempo di re Erode, a Betlemme di Giudea, piccola borgata ma sin da allora nobile, perché aveva dato i natali al re Davide. Molti elementi del presepe, però, derivano dai Vangeli apocrifi e da altre tradizioni, come il Protovangelo di Giacomo e leggende successive.
Il presepe tradizionale è una complessa composizione plastica della Natività di Gesù Cristo, allestita durante il periodo natalizio; vi sono presenti statue formate di materiali vari e disposte in un ambiente ricostruito in modo realistico. Vi compaiono tutti i personaggi e i luoghi della tradizione religiosa della Natività: la grotta o la capanna, la mangiatoia dov'è posto Gesù Bambino, i suoi genitori Giuseppe e Maria, i Magi, i pastori, le pecore, il bue e l'asino, gli angeli e la stella di Betlemme. La statuina di Gesù Bambino viene collocata nella mangiatoia alla mezzanotte tra il 24 e il 25 dicembre, mentre le figure dei Magi vengono man mano avvicinate alla scena della natività, che raggiungono nel giorno dell'Epifania. Lo sfondo può raffigurare il cielo stellato oppure può essere uno scenario paesaggistico. A volte le varie tradizioni locali prevedono ulteriori personaggi.
Per tradizione, il presepe si mantiene fino al giorno dell'Epifania, quando si mettono le statuine dei Re Magi di fronte alla Sacra Famiglia, o anche sino al giorno della Candelora, sia in Italia che in altri paesi. Esiste anche un altro modo per allestire il presepio: si tratta del presepe vivente, in cui agiscono persone reali; di origine medievale, ha avuto negli ultimi decenni in Italia una notevole diffusione.
Il termine deriva dal latino praesaepe, cioè greppia, mangiatoia, ma anche recinto chiuso dove venivano custoditi ovini e caprini; il termine è composto da prae (innanzi) e saepes (recinto), ovvero luogo che ha davanti un recinto. Un'altra ipotesi fa nascere il termine da praesepire cioè recingere. Nel latino tardo delle prime vulgate evangeliche viene chiamato cripia, che divenne poi greppia in italiano, krippe in tedesco, crib in inglese, krubba in svedese e crèche in francese. Il termine presepe è utilizzato, oltre che in Italia, anche in Ungheria, perché vi giunse via Napoli nel XIV secolo quando un discendente Angiò divenne re di quelle regioni, Portogallo e Catalogna
da wikipedia
IL CALICANTUS
Quando tutti gli alberi sono spogli, fiorisce il Calicantus d’inverno e una leggenda dolcissima racconta il perchè.


Il Chimonanthus praecox, meglio noto come Calicanto d’inverno, è un arbusto assolutamente degno di nota. Tra le caratteristiche ricordiamo la sua fioritura, che avviene a dicembre/gennaio con basse temperature. Mentre la maggior parte delle piante è spoglia, il Calicanto d’inverno interviene con fiori piccoli e delicati, gialli, molto profumati, che non fanno mancare nulla in giardino anche nel periodo invernale. È una pianta di origine cinese, particolarmente adatta ai climi temperati. Tuttavia, essendo del tutto rustica, tollera senza problemi il clima rigido delle regioni settentrionali. Una leggenda è legata a questo splendido arbusto...


Era proprio il calicanto che con le sue ultime foglie offrì al pettirosso un giaciglio, riparandolo dalle intemperie. La generosità del calicanto aveva commosso tutta la natura. Fu così che Dio decise di premiare il suo buon cuore. Il Signore ricoprì i rami del calicanto di stelle e queste si trasformano in dei fiori lucenti.


_________Dal fb
sabato 14 dicembre 2024
venerdì 13 dicembre 2024
GRAZIE
La vita non si misura dagli anni. Si misura dai momenti e dalle persone con le quali passi il tuo tempo.
SANTE LUZIE
Sante Luzie benedete, la canaie usgnot ti spiete!
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in friulano |
giovedì 12 dicembre 2024
SANTA LUCIA/SVETA LUCIJA IN FVG
Chi era Santa Lucia
Santa Lucia è una santa cattolica nata a Siracusa, in Sicilia, nel 283 d.C.. La ragazza fu martirizzata all’età di 20 anni. Nonostante la sua breve esistenza, viene tutt’oggi celebrata in diverse parti del mondo. Intorno alla giovane donna aleggia un certo mistero. Sono pochi, infatti, i fatti noti sulla sua vita. In compenso, sono diverse le leggende che la riguardano.
La vita
Nata in una ricca famiglia siciliana durante la persecuzione cristiana, Lucia promise di dedicare la sua vita a Dio vivendo una modesta esistenza di preghiera e aiutando i poveri di Siracusa. Ciò, nonostante la madre avesse tentato di spingerla ad un matrimonio combinato con un uomo pagano. Quando Lucia lo rifiutò, questo, ferito nell’orgoglio, la denunciò alle autorità romane. Da qui la ragazza venne condannata all’ergastolo in un bordello e costretta a prostituirsi.
Ma Lucia, irremovibile nella sua fede, nel momento in cui i soldati tentarono di condurla nel luogo al quale era stata destinata, divenne dura come una pietra e le guardie non riuscirono a spostarla. A causa di tale episodio, i soldati fecero un altro tentativo, quello di bruciarla viva. Ma le fiamme divampate dalle cataste di legna alle quali gli stessi avevano appiccato il fuoco, non la toccarono. La ragazza sopravvisse a tale tortura. Tuttavia, non si salvò da una terribile morte, venne pugnalata al collo con una spada. La storia di Lucia fece strada e si diffuse rapidamente: la ragazza divenne, così, una delle prime sante cristiane a raggiungere la popolarità.
La leggenda
Come spesso accade con santi e martiri, la storia di Lucia crebbe e si arricchì nel tempo. Dopo la sua morte, le sue spoglie furono deposte nelle catacombe di Siracusa. Ma, per via del sempre più crescente numero di visitatori, le reliquie dovettero essere spostate. All’inizio del VI secolo fu costruita per lei una basilica. Quando, però, Siracusa fu invasa dai Saraceni nell’VIII secolo, i suoi resti furono nuovamente trasferiti. Dapprima giunsero in Abruzzo, poi a Costantinopoli.Nel 1204, durante la Quarta Crociata, il Doge Enrico Dandolo di Venezia decise di riportare in Italia le reliquie di Santa Lucia (ecco spiegato il legame della Santa con la città di Venezia). Furono collocate nella Chiesa di San Giorgio Maggiore, su una piccola isola che non fu sufficiente ad accogliere il gran numero di fedeli e visitatori che queste attiravano. Successivamente, venne deciso di trasferirle nel centro di Venezia. Ed è così che i suoi resti trovarono posto in una chiesa costruita appositamente per lei a Cannaregio, vicino il Canal Grande.
da https://www.studentville.it/santa-lucia-storia/
In Friuli Venezia Giulia la Santa è molto amata, anche se purtroppo il suo culto spesso cede il passo a Santa Klaus e altre manifestazioni importate dall’estero. Abbandonando il culto della Santa della Luce e le manifestazioni tipiche della nostra zona ad essa dedicate, rischiamo di perdere parte della nostra storia e della nostra cultura.
Il 13 dicembre in molte località italiane e straniere si celebra Santa Lucia e anche in questo 2024 in Friuli Venezia Giulia per questa ricorrenza sono tante le feste tradizionali. In alcune città é Santa Lucia, la Santa della Luce, che ogni anno, nella notte tra il 12 e il 13 dicembre porta i doni ai bambini che le hanno scritto una letterina.
da https://www.girofvg.com/feste-santa-lucia-friuli-venezia-giulia-2024
PRESENTAZIONE LIBRO
Nella Sala polifunzionale comunale alle 18.30 verrà presentata la nuova raccolta di dodici racconti delle Valli del Natisone di Giuliano Citti. Il libro, edito da Kappa Vu , è intitolato ' I sussurri delle Valli. Voci raccolte nel vento tra boschi, borghi e prati '. Con l'autore dialogherà Alessandra Bordon . L'evento ha il patrocinio di tutti i Comuni delle Valli del Natisone.
dal Novi Matajur
Oggi è il mio compleanno
📜 Origine e significato del nome Olga
mercoledì 11 dicembre 2024
A Maserolis una casa per accogliere i pellegrini
Nelle intenzioni di Filippo Sturmig, che alla sua morte l’ha lasciata alla fondazione Aminta Flebus e così alla comunità di Masarolis/Mažeruola, la sua casa avrebbe dovuto svolgere un ruolo importante in progetti di sviluppo. Quel tempo sembra arrivato, perché i cantieri finalizzati agli adattamenti necessari sono finalmente aperti.
A parlarne è Simone Clavora, che nel consiglio della fondazione Flebus siede in rappresentanza dell’amministrazione comunale di Torreano. Nella frazione montana della Val Chiarò, casa Sturmig contribuirà a costruire un’offerta ricettiva, rivolta in particolar modo ai pellegrini del Cammino celeste, che sia a portata di mano dal punto di vista strutturale ed economico. E nell’attuare questo proposito si cercherà di mantenere il più possibile fedele a sé stessa una parte di pregio di Masarolis – quella che più di tutti ha conservato le caratteristiche architettoniche locali, altrove andate perse nella ricostruzione successiva al terremoto del 1976.
«Abbiamo partecipato a un bando che il Gal Torre Natisone ha pubblicato nel 2023, finalizzato a interventi di edilizia e restauro su immobili per la creazione di posti letto, quindi a uso ricettivo», spiega Clavora, che a 25 anni nel municipio di Torreano siede tra i banchi della maggioranza guidata dal sindaco Francesco Pascolini. Ricordiamo che la fondazione Aminta Flebus, attiva nel torreanese, è gestita in compartecipazione tra il Comune e il locale Gruppo alpini. A questa nel 2010, alla morte di Filippo Sturmig, è andato in eredità lo stabile.
«Abbiamo partecipato al bando con l’intento di avere anche a Masarolis un luogo in cui ospitare i visitatori, in modo particolare i pellegrini del Cammino celeste». Al punto d’arrivo della quarta tappa sul percorso di fede tra Aquileia e il Monte Lussari/Svete Višarje, infatti, al momento si può pernottare solo nel centro sociale del paese, dove però i pellegrini si trovano spesso a dormire per terra, quando la carenza di spazi non li spinge a scendere a Torreano o Cividale.
Finanziando il cantiere presentato per Masarolis, il Gal Torre Natisone ha messo a disposizione il 60% delle risorse necessarie, circa 20.000 euro. Il resto sarà messo sul piatto dalla fondazione Flebus. «La realizzazione del progetto è a metà, perché i lavori nella casa di Filippo sono già in fase avanzata di realizzazione», spiega Clavora. «La parte più corposa dei lavori riguarda il primo piano dell’edificio, che viene rinnovato, col rifacimento dei servizi igienici e la creazione di due stanze distinte, ricavate dalla camera e dalla cucina dell’appartamento di Filippo. In queste due stanze saranno disponibili 4 o 6 posti letto. Entro la fine dell’anno abbiamo l’obbligo della rendicontazione, per cui in quel periodo avremo anche avviato la struttura di accoglienza all’apertura».
Quale unica condizione al lascito della propria casa alla fondazione Flebus, ricorda Clavora, Sturmig aveva richiesto di mantenere al piano terra una sorta di museo, un luogo che presentasse il suo lavoro di falegname.
«Questa sua volontà viene rispettata, perché la parte al piano terra rimane grosso modo invariata, lasciando spazio alla sua strumentazione e ad alcune sue opere rimaste lì in originale. Una parte viene dedicata alla vita semplice e umile di Filippo, tanto da falegname quanto da sacrestano». Quest’ultimo, infatti, è il secondo aspetto che ha caratterizzato la vita di Sturmig, che è morto nel 2010 a 90 anni.
La casa di Filippo è assolutamente centrale in paese e compone una bellissima corte storica che si affaccia sulla pianura. Con la graduale sistemazione dell’immobile, quindi, acquisirà maggiore pregio una parte di Masarolis ricca di memoria. «Si trattava dell’ultimo stabile da valorizzare in quella parte dell’abitato. Da questo punto di vista, l’intervento più importante è il rifacimento di tutto il ballatoio originale in legno, che viene ricostruito mantenendo stile e caratteristiche dei ballatoi diffusi nelle nostre valli. Quello visibile ancora poco tempo fa era inutilizzabile, in quanto era pericoloso il solo provare a salirci».
Ma le idee per la casa di Filippo non sono finite. Clavora confida di potere presto realizzare ulteriori progetti già pronti nel cassetto. «Con un ulteriore bando del Gal potremmo ampliare l’offerta anche al piano mansardato, allestendo una camerata per numeri più grandi, e soprattutto intervenendo anche sul tetto. Sebbene sia stato sistemato, infatti, ha diversi anni e avrebbe bisogno di un intervento più consistente». (Luciano Lister)
FEBBRAIO
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