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Grazia ha scritto:"Carissima Olga sono passata nel tuo nuovo blog su Altervista, volevo commentare ma non hai abilitato i commenti... basta andare in "Impostazioni", poi su" Discussione" e spuntare la casellina "Permetti l'invio di commenti per i nuovi articoli". Appena li abiliti verrò a commentare. Un abbraccio"
Roselia Bezerra ha scritto:"Olá, nasci no dia da avó de Jesus.
Tenho devoção por ela desde adolescente.
Tenha dias abençoados!
Beijinhos
"
MarijaKes ha scritto:"Pěkní vzpomínky na prarodiče. Škoda, že jste nepoznal i prarodiče z otcovy stany. "
DeniseinVA ha scritto:"Questo commento è stato eliminato dall'autore."
Manuel ha scritto:"Una entrada muy bonita."
Ирина Полещенко ha scritto:"Olga, spero che per te vada tutto bene."
antonypoe ha scritto:"tutto bene?
lieto giorno
"
Agricoltore Anacronistico ha scritto:"Ciao, e molto piacere.
Da amante del ciclismo (guardato...e non pedalato) non posso che inchinarmi di fronte a questo ragazzo, al suo estro, la sua caparbietà e le sue innate doti fisiche e mentali.
Da italiano desidererei poter tifare un connazionale, ma da sportivo continuo ad esultare di fronte ad ogni sua impresa.
Questo per lui è stato un anno indimenticabile.
A.A.
"

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sabato 7 dicembre 2024

Il presepe di Grado in Piazza san Pietro


 Città del Vaticano, 7 dicembre 2024 – Una grande emozione per il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia, Mazio Anzil, che ha avuto l’onore di incontrare Papa Francesco e omaggiarlo con il volume “Il monte inondato di luce: Lussari” di Helmut Tributsch. Durante l’udienza nell’Aula Paolo VI del Vaticano, Anzil ha voluto regalare al Pontefice una delle meraviglie della nostra regione, il Monte Lussari, simbolo di fede e bellezza, che attira ogni anno numerosi visitatori. ...

venerdì 6 dicembre 2024

SAN NICOLO' protettore dei bambini


 Quando ero bambina aspettavo con ansia San Nicolò.Mi portava sempre indumenti,colori,penne,libri e mai giocattoli.Io brontolavo con mia mamma.


Diverse le leggende che vedono san Nicola protettore dei bambini.

La leggenda più famosa è legata alla storia di tre giovanissime fanciulle molto povere che non potevano esser date in mogli perchè prive di dote; le fanciulle e il padre piangevano disperati e San Nicola impietosito dai pianti e commosso dalla loro sofferenza, decise di aiutarli donando tre sacchi di monete d'oro, uno per ogni fanciulla.

Una notte introdusse il primo sacchetto attraverso la finestra aperta e fece lo stesso con il secondo sacchetto la notte successiva. La terza notte, avendo trovato la finestra chiusa, calò il sacchetto attraverso il camino, regalando alla povera famiglia una gioia infinita.

Un'altra leggenda narra che, quand'era già vescovo, fece resuscitare tre bambini che un macellaio aveva ucciso e fatto a pezzi per venderne la carne.

da https://www.pianetamamma.it/il-bambino/giocare-e-crescere/san-nicola-protettore-dei-bambini.html


🧣 Proverbio🧤


 “A San Nicolò / el frêt al dîs: soi cà cumò” ovvero A San Nicolò (il 6 dicembre) il freddo dice: eccomi qua.


A Taipana libri didattici per imparare meglio lo sloveno


 Alla scuola di Taipana/Tipana l’insegnamento dello sloveno è attivo già da diversi anni, attraverso alcune ore settimanali di lezione nell’arco di tutto l’anno scolastico, sia alla scuola d’infanzia sia alla scuola primaria. L’iniziativa vede in collaborazione l’Istituto comprensivo di Tarcento, nel quale il plesso di Taipana è attivo, il Comune di Taipana e l’Associazione/Združenje don Eugenio Blanchini, che raccoglie diversi circoli della minoranza slovena in provincia di Udine sparsi tra la Valcanale e la Val Judrio.

mercoledì 4 dicembre 2024

3 Dicembre Giornata mondiale della disabilità

3 dicembre  


  • “La vera barriera è la mancanza di comprensione, non la disabilità”

NUOVE SCOPERTE AD AQUILEIA

 


https://messaggeroveneto.gelocal.it/regione/2024/12/02/news/nuove_scoperte_grandi_terme_aquileia_abside_statue_colonne_colossali-

Gli archeologi dell’Università di Udine hanno anche anticipato all’inizio del IV secolo d.C. la costruzione del maestoso complesso



 

lunedì 2 dicembre 2024

proverbio friulano


 Il proverbio friulano della settimana

di Vita nei campi
“Sante Barbure e San Simòn vuardàinus dal fûc e dal ton” ovvero: Santa Barbara (il 4 dicembre) e San Simone (il 28 ottobre) preservateci dal fuoco e dal tuono

domenica 1 dicembre 2024

DICEMBRE

 


DARIA MENICANTI

DICEMBRE

L’anno si accorcia: l’anno –
dicevano – sta già bruciando gli assi.
Ma il coraggio che occorre
per accettare quello che sei stato
quello che sei – il poco che sei ora –
l’animo che ci vuole
per ricominciare tutto da capo.
Coi pochi amici ultimi e le care
cose prima che affondino
affrettati a doppiare a uscire
al largo azzurro e ignoto

(da Ultimo quarto, 1990)


Daria Menicanti (Piacenza6 aprile 1914 – Mozzate4 gennaio 1995) è stata una poetessa e traduttrice italiana.

https://cantosirene.blogspot.com/2024/



BUONA DOMENICA


 

sabato 30 novembre 2024

Mia madre-Moja mama

 


Jožica Miklavčič (Lubiana, 20 giugno 1921  Udine, 30 novembre 1977) è stata una giornalista italiana, di origine slovena.

Di professione insegnante, ai tempi dell'occupazione italiana di Lubiana conobbe il militare italiano Vojmir (Guerrino) Tedoldi, con il quale si sposò nel 1943. Trasferitasi in Italia con il marito, dopo la Liberazione svolse importanti funzioni nelle organizzazioni slovene di allora delle Valli del Natisone, in particolare nella Demokratična Fronta Slovencev (Fronte Democratico degli Sloveni). Dal 1948 iniziò a collaborare con la stampa, dapprima con la Soča e successivamente con il quotidiano di Trieste Primorski dnevnik. In quegli anni si impegnò anche con la Dijaška Matica, organizzazione a favore dei bambini della Slavia Friulana che frequentavano le scuole con lingua d'insegnamento slovena a Trieste e a Gorizia. Nel 1950 fu tra i promotori del giornale Matajur[1], di cui divenne direttore responsabile suo marito e al quale fece da braccio destro, in quanto essendo autodidatta egli non parlava fluentemente la lingua slovena. Il primo numero del giornale uscì il 3 ottobre del 1950, stampato a Gorizia presso la tipografia Lukežič, dove Jožica si recava con il treno per la correzione delle bozze. Il Matajur a quel tempo non aveva corrispondenti, e così Vojmir e Jožica percorrevano la Slavia Friulana a cercare notizie e reportage[2]. Redasse il Matajur fino al 1973, quando la testata venne cambiata in Novi Matajur e cambiarono sia l'editore che il direttore. Continuò a collaborare con il Novi Matajur per molti anni[3], fino alla morte. Con la collaborazione di Tedoldi e Jožica Miklavčič venne costituito nel 1955, nel primo anniversario della morte del sacerdote Ivan Trinko, il Circolo Culturale Ivan Trinko a Udine, di cui Jožica fu responsabile fino al trasferimento del circolo a Cividale del Friuli.

da wikipedia

venerdì 29 novembre 2024

POSTODIBLOGGO: HA RAGIONE YASHAL

POSTODIBLOGGO: HA RAGIONE YASHAL:   Lasciarsi andare ogni tanto dovrebbe essere il vero istinto da blogger, come sottolinea l'amica  YASHAL , in diretta, senza pre e post...

A Log pod Mangartom ritrovamenti archeologici

 


Tra fine settembre e inizio ottobre a Log pod Mangartom è stata condotta una campagna di scavi archeologici, per riportare alla luce la moschea che, durante la prima guerra mondiale, è stata costruita dai soldati bosgnacchi impegnati sul fronte dell’Isonzo. Si presume che sia sorta nel 1916, dopo l’arrivo del 4° reggimento fanteria di Bosnia-Erzegovina nella zona di Bovec. Dopo che l’esercito abbandonò la zona, la moschea cadde presto in rovina e fu distrutta.

SONO GRADITE LE VOSTRE ISCRIZIONI AL BLOG (se ci riuscite, perchè c'è un problema irrisolto)


 

RISPETTATE LE MONTAGNE

 


giovedì 28 novembre 2024

martedì 26 novembre 2024

Campo di concentramento di GONARS (Udine)


 Il campo di concentramento di Gonars è stato un campo di concentramento realizzato dal regime fascista nell'autunno del 1941 presso Gonars, in provincia di Udine, e utilizzato per internare i civili rastrellati nei territori occupati dall'esercito italiano nell'allora Jugoslavia.

La struttura

Il campo di Gonars, costruito appena fuori dall'omonimo abitato in un terreno lungo la Napoleonica, era costituito da due recinti distinti a circa un chilometro uno dall'altro, il campo A e il campo B, il quale a sua volta era diviso in tre settori, Alfa, Beta e Gamma. Era circondato da un alto filo spinato, con torrette di guardia con mitragliatrici e potenti fari che lo illuminavano a giorno.

Storia

La costruzione

Il campo era stato costruito nell'autunno del 1941 in previsione dell'arrivo di prigionieri di guerra russi, ma non fu mai utilizzato per questo scopo.[2] Nella primavera del 1942 invece fu destinato all'internamento dei civili all'interno della “Provincia di Lubiana”, rastrellati dall'esercito italiano in applicazione della Circolare 3C del generale Roatta, comandante della 2ª Armata, nella quale si stabilivano le misure repressive da attuare nei territori occupati e annessi dall'Italia.

Primo utilizzo: la repressione degli oppositori

Le due massime autorità civili e militari della Provincia di Lubiana, l'Alto Commissario Emilio Grazioli e il generale Mario Robotti, comandante dell'XI Corpo d'armata, attuarono le misure repressive: così ci furono fucilazioni di ostaggi, incendi di villaggi e deportazioni di popolazioni intere. Nella notte tra il 22 e il 23 febbraio del 1942 la città di Lubiana fu circondata interamente da filo spinato, tutti i maschi adulti furono arrestati, sottoposti a controlli e la gran parte di essi fu destinata all'internamento. In breve anche le altre città della "provincia" subirono la stessa sorte.[3]

Gli arrestati furono portati nel campo di concentramento di Gonars, dove nell'estate del 1942 erano presenti già più di 6000 internati, ben oltre le possibilità ricettive del campo, che era allestito per meno di 3000 persone.[5] A causa del sovraffollamento, delle precarie condizioni igieniche e della cattiva alimentazione, ben presto si diffusero varie malattie, come la dissenteria, che cominciarono a mietere le prime vittime.[6][7]

In questo primo periodo nel campo si trovarono concentrati intellettuali, insegnanti, studenti, operai e artigiani; quindi tutti coloro che erano considerati potenziali oppositori e tra essi c'erano anche molti artisti che alla detenzione nel campo hanno dedicato molte delle loro opere. Sotto pseudonimo erano internati anche esponenti del Fronte di Liberazione sloveno, che sarebbero poi diventati dirigenti della Resistenza jugoslava.[6] Alcuni di essi nell'agosto del 1942 organizzarono una fuga dal campo, scavando una lunga galleria sotto la baracca XXII.[8] Dopo la fuga, la gran parte degli internati fu trasferita in altri campi che nel frattempo erano stati istituiti in Italia, in particolare a Monigo, a Chiesanuova e a Renicci nonché a Visco, in provincia di Udine, a pochi chilometri da qui. continua continua qui ...https://it.wikipedia.org/wiki/Campo_di_concentramento_di_Gonars

Mi piace questo libro a fumetti



https://www.coconinopress.it/prodotto/linverno-ditalia/

Web sul blog: I campi di lavoro fascisti

Web sul blog: I campi di lavoro fascisti:   Articolo da  Novecento.org Abstract L’articolo intende affrontare il tema dello sfruttamento del lavoro dei prigionieri di guerra (PG) ...

E' UNA STRAGE INFINITA!

 


STOP  STOP STOP

In ITALIA viene uccisa 1 donna ogni 3 giorni

dall'inizio dell'anno  

cento vittime in meno di undici mesi


uccise da mariti o ex compagni,sono donne che lasciano figli minori.

IN FRIULI 

https://femminicidioitalia.info/ricerca?q=friuli

Nel centro di Udine un’installazione di 20 metri racchiude le vittime di femminicidio


La gente ormai non ci fa più caso perchè i fatti di cronaca sono troppi!!!

DONNE DENUNCIATE FINCHE' SIETE IN TEMPO!
AL PRIMO EPISODIO VIOLENTO SCAPPATE.

Donne dovete mantenere il lavoro perchè così siete economicamente autonome e avrete più forza per opporvi!

Per fortuna che io non ho mai avuto di questi problemi.


A tutte le donne, Alda Merini

Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l’emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d’amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra
e innalzi il tuo canto d’amore.

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